L’arte dell’ascolto è l’arte più difficile di questo mondo siamo presi troppo dal nostro io, dal nostro vissuto, dal nostro essere che siamo tentati sempre di più a chiuderci nel nostro egoismo: ora non ho tempo, non ho voglia, ho da fare risponderò domani…e poi domani…chissà.
Quando ascolto veramente devo liberarmi dei miei pensieri, dei pregiudizi, del mio egoismo e cercare di capire il punto di vista dell’altro, altrimenti si trasforma in semplice udire le cose, ma non vero ascolto.
Ascolto significa porsi dei quesiti su ciò che si ascolta e porre l’interlocutore al primo posto, al centro dell’attenzione. Nel momento comunicativo lui ha qualcosa da offrirci e anche se non ci piace e non lo condividiamo o non lo capiamo merita di avere la nostra partecipazione attiva. Chi parla vuole un feedback, ma la nostra mancanza di tempo ci impedisce di poterlo accontentare nel modo e nei tempi che desidera.
Quando ascolto qualcuno io faccio di solito una cosa. Inizio a leggergli dentro, ad immaginarlo nel contesto in cui sperimenta o vive ciò che dice, mi metto al suo posto e condivido le sue sensazioni, le sue emozioni. Ascoltare è eliminare gli ostacoli uditivi, sia fisici che affettivi.
Ascoltare è condividere la sfera emotiva, i sentimenti e le emozioni che prova l’altro.
In una comunità qualsiasi, che sia fisica o virtuale, privata o pubblica, familiare o sconosciuta, è fondamentale produrre una comunicazione chiara e comprensibile in modo da favorire un ascolto semplice e produrre così un feedback. Nello scambio di risposte reciproche si cresce e si fa crescere. Questo mondo sta cambiando sempre di più i suoi connotati, siamo una comunità mondiale, una cyberspazio, che si arrampica sui fili di ragnatele che invadono l’intero mondo. Non ha importanza più da dove viene la parola, ma ciò che conta è quello che udiamo e questo merita di essere ascoltato con attenzione ed interesse, offrendo il proprio contributo per l’arricchimento. Trovare il tempo per rispondere ad un forum, ad un post o commentare il post postato da altri: faccio il mea culpa…
Un aspetto importante dell’ascolto è anche il saper ascoltare se stessi, oltre che gli altri. Conoscere la mia anima per riconoscere l’anima di chi ascolto. Saper capire cosa veramente io voglio e non cosa vogliono gli altri da me. Capire se quando dico la mia opinione esprimo veramente quello che penso o seguo solamente la scia alzata dagli altri. Se ho la forza di uscire fuori dal coro e dire ciò che non è scontato. Non è facile fare questo, ma per poterlo fare è necessario ascoltare gli altri cercando di capire veramente quello che vogliono dirci e solo dopo vedere se vi è una condivisione da parte del mio pensiero. La mia opinione permetterà agli altri di ascoltare se stessi.
Ripassiamo un po’ di teoria sull’ascolto:
l'ascolto attivo
Ho trovato in un sito queste regole per un ascolto attivo che condivido con voi.
Le ’’Sette Regole dell’Arte di Ascoltare’’
1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni.
Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista.
Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio.
Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi.
Il loro codice è relazionale e analogico.
5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili.
I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.
6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica.
Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé.
Per concludere una poesia di Nelson Mandela
Meditazione
La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante,
pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Buon ascolto a tutti Patrizia
lunedì 30 gennaio 2012
martedì 24 gennaio 2012
Mi avevate suggerito Photo story, Kompozer, Animoto,.. li ho osservati tutti e ho deciso di iniziare con il più semplice ed elementare, cioè Movie Maker 2.6. E' stato un gioco da ragazzi. credo che lo utilizzerò in un prossimo laboratorio con alunni di quinta.
Ma non finisce qui. Dietro le quinte i lavori continuano, a passo di lumaca, ma procedono.
Patrizia
domenica 1 gennaio 2012
La tecnologia colpisce anche Babbo Natale.
Oggi ho accompagnato i miei figli al cinema per vedere il
film “Il figlio di Babbo Natale”.
Beh! È un film stupendo per i bambini di tutti le età. Anche
per i bambini cresciuti come me che adorano ancora i cartoni animati. Quello che
mi ha stupito è che questo film sembra fatto apposta per i pensieri che affollano la mia mente in questo momento … anche il mondo di
Babbo Natale si è lasciato coinvolgere dalla super tecnologia. E'bello immaginare come farebbe Babbo Natale a raggiungere tutti i bambini del mondo senza usare le sue amate renne.
Questo film svela l’arcano
mistero che si nasconde dietro alla domanda fatidica posta da tutti i bambini
del mondo: “Come fa Babbo Natale a recapitare tutti i regali in un’unica
notte?”
Contrario alle innovazioni tecnologiche e fiero dei suoi
trionfi nelle notti di vigilia, quand’era lui ad indossare il costume rosso,
Nonno Natale ricorre a metodi tradizionali quali la vecchia gloriosa slitta e le
sue renne volanti.
Viene rappresentato un conflitto generazionale, tra
vecchio e nuovo, tra tradizionale e manuale e supertecnologia, tra praticità e
perfezionismo sentimentale.
Quello che si evince è la necessità di trovare un connubio
tra le due cose, usare bene le macchine per facilitare il lavoro, ma non
dimenticarsi il vero scopo senza diventare aridi come le macchine.
Vi consiglio di vederlo.
Ah! quasi dimenticavo!
BUON ANNO NUOVO A TUTTI!!!!
lunedì 19 dicembre 2011
sabato 10 dicembre 2011
compito 3
Un mondo virtuale che ruota
intorno a pagine e paginette provenienti da tutte le parti del mondo e che sono intrecciate tra
loro e che attraverso diverse categorizzazioni
puoi trovare sotto diversi nomi. Molte sono le strade che ti portano allo
stesso sito o blog, facile, quindi perdersi in questo mare immenso di
informazioni di tutti i tipi. E non parliamo del tempo che è sempre tiranno e
che ci impedisce di poter aprire tutti i siti o blog che ci interessano, senza
scoprire poi che non ci sono novità.
Google Reader è uno strumento che
permette di tenere sotto controllo tutte le fonti di informazioni di nostro
interesse. Possiamo leggere le ultime novità pubblicate senza dover visitare i
singoli siti o blog e senza dover dare nessuna comunicazione, tramite mail,
delle nostre. È stato un modo facile per poter conoscere gli interventi di
tutti i componenti della comunità virtuale e partecipare al filo conduttore.
Apro il mio account, inserisco la password ed ecco l’elenco interminabile di
post dei miei feed, titoli di blog e siti in grassetto che ti indicano un nuovo
post. Un po’ come in “c’è posta per te”.
E quanto scrive la gente sul web!!!
E’
stato facile iscriversi. Un indirizzo e-mail e una password mi ha permesso di
creare questo grande archivio e di
aggiornarmi sulla presenza di nuove informazioni. Google Reader aggrega i siti
richiesti attraverso i feed, come ponti gettati qua e là che velocizzano gli
spostamenti da un sito all'altro.
Anche se adoro il mio passo da
lumaca, non fa male se ogni tanto provo ad accelerare il passo…
Mi sento parte della ragnatela. Mi
sento parte di una comunità con cui sento ogni giorno di più l’esigenza di
comunicare: gente che ha i miei stessi interessi, i miei stessi problemi e
preoccupazioni, gli stessi stili di vita, gli stessi compiti. Appartenere a questa comunità mi fa
aprire la mente al nuovo, al diverso, al lontano, anche stando seduta comoda in
casa, mentre mi rilasso o tra una faccenda e l’altra.
Che dici Semola ti potrà servire questa nuova competenza nel (per)correre la strada segnata dal tuo destino?
Patrizia
giovedì 24 novembre 2011
compito 2
Ecco la mia pagina Google Reader, una delle mie tante conquiste di questo (per)corso. mi è molto utile dopo la mia mail è la seconda cosa che controllo quando accendo il pc, mi risparmia molto tempo. seguirà un posto sugli aspetti positivi e, perché no, negativi, sui feed.
patrizia
patrizia
lunedì 21 novembre 2011
Viaggio nel computer
Mago
Merlino per istruire il suo giovane Semola, gli fa vivere esperienze diverse
rispetto alla sua vita e riconoscere i pericoli ed affrontarli con intelligenza
pensando alle possibili soluzioni: egli gli ripete continuamente...”pensa,
pensa”. Saper affrontare la vita e guardarla con gli occhi diversi, da un punto
di vista diverso dal proprio. Imparare a vivere a proprie spese e con i pochi
consigli di una persona amica.
Se
io fossi mago Merlino offrirei a Semola l’occasione di catapultarsi all’interno
di un computer e di riuscire a dominarlo, a gestirlo, a pensare nel suo stesso
modo per non farsi a sua volta dominare. L’intelligenza artificiale del
computer gli permette di riprodurre in modo imitativo le operazioni che di
solito sono dell’uomo e che il quale gli affida con fiducia ogni volta e che
spesso tradisce. Capita spesso di perdere ore e ore di lavoro sulla
formattazione di un testo o di un qualsiasi lavoro di grafica, ad esempio, per
poi ritrovarlo, per chissà quale motivo, completamente cambiato. Dovrebbe
aiutare a ridurre il tempo di esecuzione del lavoro, ma poi ci si ritrova a
perdere dell’altro tempo per rifare tutto daccapo.
Nonostante
questi problemi tecnici, le nuove tecnologie permettono di migliorare i testi,
di offrire nuovi significati, di confrontarsi con utenti di tutte le parti del
mondo, di poter comunicare in diversi modi, con immagini, video, e in nuovi
spazi come forum, chat, blog, social network. Ogni utente diventa “ autore che pensa al testo e alla forma”.
Utilizza una molteplicità di caratteri, di colori, di dimensioni, di
spaziatura, di organizzazione dello spazio e rende così unico il suo testo non
solo per il significato più ricco , ma anche per la presentazione.
Per
poter sopravvivere è necessario imparare il suo linguaggio per comunicare in modo
efficace e per non avere sorprese. In fin dei conti siamo noi che pensiamo, che
decidiamo e che progettiamo. Se qualcosa non va come vogliamo, allora dobbiamo
essere in grado di intervenire sulla macchina e farla lavorare con il nostro
modo di vedere il lavoro.
Ecco
un esempio:
<div style="text-align:center">
|
|
<span style="font-size:xx-large">
|
|
<span style="color:red">HAI
</span>
|
|
<span style="color:blue">SCOPERTO
</span>
|
|
<span style="color:green">UN
</span>
|
|
<span style="color:blue">
HYPERLINK</span>
|
|
<span style="color:red">
!!!</span>
|
|
</span>
|
|
</div>
|
Questo
è un tipo di linguaggio del computer che descrive le modalità di impaginazione,
formattazione, visualizzazione grafica di un testo. Questo tipo di pagina si
nasconde dietro ogni nostro documento e, io non sapevo, che è possibile
effettuare delle modifiche. In passato mi è capitato di imbattermi per errore in
pagine come queste, ma mi dicevo “questo è un codice privato del computer e se
lo cancello o lo modifico creo un pasticcio”. Non mi sbagliavo sul fatto che
modificandolo potevo cambiare il testo, ma sul fatto che era un linguaggio
utilizzato solo dalla macchina. Oggi poter leggere un testo in HTML e poterlo
usare per scrivere o per modificare un testo già scritto, mi mette in maggiore
sintonia con il mio computer perché mi restituisce quel potere intellettivo che
vedo sottrarmi dalle sue nuove e sempre maggiori capacità.
Alla
fine del suo viaggio Semola avrebbe scoperto che leggendo quel testo con un browser,
avrebbe interpretato il codice e visualizzato la pagina e il suo contenuto.
HAI SCOPERTO UN HYPERLINK !!!
Patrizia
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